Sunday, October 17, 2010

La mia prima Celebrity!

Ho gia` detto che adoro New York, a volte? Beh ora un po` piu` spesso.

Mi e` successa una cosa molto inusuale in questi giorni... ho incontrato il mio idolo.

E che c`e` di strano? Penserete voi... NYC e`  il regno delle celebrity. Ma che ne pensate di questo?
Cammino per Times Square e sto dirigendomi alla stazione della metro. Ma facciamo un salto da Modell`s prima, mi ispira. Muovo un passo verso le vetrate d`ingresso e in lontananza, a qualche miglio, intravedo una tizia che fa delle spaccate assurde vicino a una statua della liberta` di plastica.

Mi servono due frazioni di secondo per urlare a squarciagola:
IRINA KAZAKOVA!!! O,O!!!

(Ho censurato la mia faccia ^,^)


La ragazza  rimane alquanto sconvolta, mi viene incontro e mi saluta. Mi hai riconosciuta! Dice sorridendo. Piacere di conoscerti! Continua, e chiacchieriamo amabilmente, facciamo un paio di fotografie e ci scambiamo i numeri di cell.


Ora io scommetto che voi non la conoscete, ma lei e` una celebrity. Una delle ginnaste piu` brave che siano esistite nel campo della Ginnastica Ritmica, Irina Kazakova (originaria della Russia) e` ora anche una contorsionista affermata, ha vinto il Guiness dei Primati ed e` forse la persona piu` flessibile del mondo.


Avete presente quelle persone che si ripiegano come un fazzolettino di carta e lo fanno per giunta col sorriso?!?


Appassionata di Ginnastica come sono, ho seguito Irina sin dai suoi primi successi, mettendola giorno dopo giorno sul podio virtuale dal quale non e` mai scesa e cercando di imitare le sue pose pazze nelle mie fotografie (con risultati alquanto scarsi come alcuni di voi hanno visto ^,^). Non mi importa che non sia Angelina Jolie, e` la mia celebrity, e l`ho incontrata per sbaglio dalla Russia e dalla Sicilia fino a Modell`s, in piena NYC.

Irina si e` esibita in uno show con Madonna da Macy`s, in seguito all`opening della sua nuova linea di abbigliamento.

Ma non e` finita qui: il giorno successivo era il suo compleanno, e da brava fan le ho comprato un pensierino, che ha scartato insieme a me in uno Starbucks, dopo alcune ore trascorse a parlare. Si e` dimostrata una persona simpaticissima, amichevole, e divertente oltre che professionale e MITICA in quello che fa... ci siam scambiate i contatti e salutate con un abbraccio.
La borsa di Irina... bellissima mi ricorda il pollo di gomma di Monkey Island ^,^


E io... mi sento fortunatissima... incontrare, dalla Sicilia alla Russia, dopo anni ed anni in cui ho guardato le sue performances e a NYC per giunta, la mia celebrity...


quando si dice c*lo :)

*E si`, anche questa e` New York*

Thursday, October 14, 2010

Infinity of Nations: le Americhe si incontrano a NYC

Ancora non ho avuto modo di scriverlo, ma da un mese a questa parte lavoro come Volunteer (ma non per questo di meno U,U) al Museo Nazionale degli Indiani d`America, 1 Bowling Green, NYC (National Museum of the American Indian NMAI).

E` un ambiente eccezionale, in cui si lavora tanto - volontari o staff pagato non fa molta differenza :) - si impara ancora di piu` e ci si diverte in compagnia di persone splendide. Uscita indenne dal mio training sono ora pronta per darvi una news che fino a poco tempo fa era riservata.
Prendetevi un attimo per riflettere: qual`e` la prima cosa che vi viene in mente quando leggete o sentite la parola "Manhattan"? E` un grattacielo, un film? A me vengono in mente i Lenape, gli abitanti originari di quella che era una splendida e rigogliosa isoletta verde. Sono stati infatti loro a dare all`isola il nome Manahatta (che significa "le persone" e di persone, a Manhattan ce ne sono davvero migliaia!). 


 Credeteci o no, il censimento del 2000 ha registrato oltre 87,000 Nativi Americani a New York City!

La cultura amerindia e` piu` viva che mai e il National Museum of the American Indian lo grida a gran voce con i suoi progetti e le sue collezioni. Il 23 Ottobre 2010, dopo cinque anni di lavori, aprira` al pubblico la prima esibizione permanente del museo, nonche` la piu` grande al mondo nel suo genere, dal titolo "Infinity of Nations: Art and History in the Collections of the National Museum of the American Indian". Si tratta di una collezione di piu` di 700 oggetti e fotografie provenienti dalla moltitudine di nazioni amerindie dell`intero Emisfero Occidentale: dal circolo polare Artico alla Tierra del Fuego, tutti gli appassionati o i curiosi avranno modo di ammirare oggetti ed artefatti rarissimi e mai mostrati prima al pubblico. 


I circa 800.000 pezzi della collezione del museo, infatti, non sono ancora stati tutti identificati e sicuramente non hanno mai viaggiato per mostre o esibizioni itineranti nei musei di tutto il mondo.
Quello che i vostri occhi vedranno dal 23 Ottobre in poi e` assolutamente unico! Attivita`, performances, tour e audiotour verranno offerti a tutti i visitatori e, inutile dirlo, tutto sara` assolutamente gratuito.
L`esibizione presenta, tra gli oggetti, meravigliosi copricapi piumati, ceramiche, maschere e molto di piu`, in un percorso che vi condurra` dalla punta estrema del Sud America ai ghiacci del Nord.


Questo articolo non si propone di essere una semplice descrizione dell`esibizione: il 21 Ottobre, due giorni prima dell`apertura ufficiale, una Openhouse permettera` a chiunque si prenoti gratuitamente a questo indirizzo di assistere a un Tour in anteprima, diversi seminari e persino l`inaugurazione dello spazio IoN!


Le Americhe si riuniscono e si incontrano a New York, Blowling Green, dove tutto e` iniziato, dove e` nata New York City.

p.s. Una nota per noi italiani: le imponenti teche dell`esibizione sono state realizzate dal Laboratorio Museotecnico Goppion di Milano che ha inviato alcuni dei nostri concittadini a New York per completare questa colossale opera!



Non mi resta che augurarvi buon viaggio: vestitevi "a cipolla", mi raccomando... le escursioni climatiche saranno elevate, state per attraversare un continente intero ;)


*E si`, anche questa e` New York!*

Death by Chocolate

Certe volte amo New York. Oggi ho realizzato uno dei miei sogni da bambina.



Da piccola, durante le festivita` natalizie, mi rifugiavo ogni sera nel lettone dei miei genitori per guardare i film natalizi e quelli della Walt Disney, e nella top ten c`era sempre "Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato". Rimanevo estasiata quando Charlie andava al negozio di Willy Wonka,


Usava quel poco denaro che aveva per comprare una barretta, e l`apriva. Rimanevo col fiato sospeso..




e poi con l`acquolina in bocca mentre il bimbetto biondo addentava con foga la sua barretta di cioccolato, invidiando lui, le sue barrette, il biglietto dorato e tutta la fabbrica di cioccolato.
Dopo piu` di 10 anni, finalmente mi sono presa la mia vendetta: alla faccia tua, Charlie!

Da Toys R` Us, a Times Square, ha aperto il primo negozio Willy Wonka al mondo. E` piccolo ma coloratissimo ed eccentrico, timburtoniano quanto basta e pieno di caramelle e barrette di cioccolato siglate Wonka :) Non e` niente di speciale, ma questo non mi ha impedito di perdermi nel mio mondo fiabesco di bambina e riempire una busta di cioccolate e caramelle (che dopo, pian piano, realizzati i prezzi, ho rimesso nei loro scaffali).

C`e` di tutto: il succhia succhia che mai si consuma (Everlasting Gobstoppers), delle caramelle Toffee infinitamente lunghe, i Nerds, e le leggendarie barrette di cioccolato con (ma soprattutto senza) il GOLDEN TICKET che permette di vincere splendidi premi.

Ho portato il bottino a casa e l`ho gustato durante la visione del film La fabbrica di cioccolato di T. Burton. Non ho trovato nessun Golden Ticket ma la cioccolata, e tutte le altre caramelle, sono finite dopo i primi dieci minuti di film!

Consigliato a chi ha ancora un cuore di bambino e... a chi ama la cioccolata!

*E si`, anche questa e` New York*




Tuesday, October 12, 2010

Arisa, una Fashion Guru newyorkese

Quando Arisa si e` presentata a Sanremo con i suoi occhialoni neri, e` diventata una icona della moda  televisiva italiana, tanto che ho spesso sentito dire "gli occhiali alla Arisa", "Arisa style", in tono scherzoso o per prendere in giro.



Sembra che qui a New York prendano il Nerd Style sul serio. Passeggiando per Soho vi capitera` di vedere celebrities e giovani newyorkesi che sfoggiano capi firmati, acconciature da urlo e... occhiali spessi ed enormi dalla montatura squadrata, laccati di nero.



Io non lo so perche` delle ragazze e dei ragazzi carini debbano imbruttirsi di proposito vestendosi da clown con stivali di plastica fosforescenti, gonne a scacchi multicolor e occhiali che gli coprono la meta` del visto, ma mi e` stato assicurato che e` FASHION e COOL.


Sara` l`influenza del Mondo di Patty, o quella di Arisa che si e` intercontinentalizzata, ma continuo a pensare che le Fashion Victim siano vittime davvero... del cattivo gusto! O,O

 *E si`, anche questa e` New York!*

Sunday, October 10, 2010

Starve to dEATALY

Salve a tutti/e!

Oggi mi sentivo in vena di scoop e allora mi sono attrezzata: metrocard in mano e dollari nel portafogli e sono andata, a piu` di un mese dall`apertura da... EATALY!



Questo "enorme" centro commerciale italiano al numero 200 della 5th Avenue (angolo 23st street) ci promette questo:

"Eataly nasce con l’intento di smentire l’assunto secondo il quale i prodotti di qualità possono essere a disposizione solo di una ristretta cerchia di privilegiati, poiché spesso cari o difficilmente reperibili."

Il nome stesso, Eataly (che a prima vista mi e` sembrata una citazione di Hetalia Axis Power con i suoi mangosi italiani dalle valigie piene di pizza e pasta Barilla)  presenta un sottotitolo minuscolo "alti cibi", un po` come l`asterisco magico corredato da nanoscrittura delle offerte promozionali.

Prima di uscire da casa, pero`, ho dato un`occhiata al prezzo dei prodotti nel sito ufficiale, giusto per capire di quanto ricaricare il portafogli. Sughi a 60 cent, paste a 2 euro, i prezzi sembrano imbattibili!

All`inizio si rimane smarriti perche` al numero 200 c`e` un palazzo, credo un residence, e da Eataly si entra dalla porta accanto, che altro non e` che un "Cafe`". Dal cafe` si raggiunge il supermercato.
Eccomi in paradiso: prosciutti appesi, mozzarelle che formano pile e sculture, odore di caffe` e di pane appena sfornato, il banco dei salumi e quello dei formaggi, finalmente, come in Italia!



Mi avvicino, con gli occhi luminosi e giganti che tremolano di gioia: spicchi di sole, pan di stelle, carciofi, olive romane... voglio TUTTO!




Ma... aspetta... O,O
pesto alla genovese: 9 $
carciofi: 4 $ ognuno
salamino cacciatore: 22 $
olive sott`olio (un barattolo piccolo): 12$
barretta di cioccolata dalla marca indefinita: 8 $
3 fette di prosciutto crudo: 7 $
passata di pomodoro, barattolino ridicolo: 6 $
pasta: 4/5 $ a scatola da 500 gr, fino a 12 $ a libbra la pasta fresca

eccetera eccetera eccetera...
ma li mortacci... e meno male che Eataly nasce con l`intento di render disponibile il cibo italiano ai piu` bisognosi. Avranno sbagliato sottotitolo, altro che alti cibi, qui di alto ci sono solo i prezzi!

E poi non capisco... perche` dovrei svenarmi per comprare un pacco di caffe` GUATEMALA? Se voglio caffe` del centroamerica me ne vado al Deli sotto casa che mi costa un decimo del prezzo. E gli avocado che ci azzeccano qui a Eataly?

Continuo a camminare inebetita, giacche` il supermercato ha una forma strana ed e` disseminato di ristoranti interni al supermercato stesso, cosicche` ho paura a spostarmi da una sezione all`altra, si sa mai supero le casse e mi credono una ladra. Alla fine sono uscita da Eataly con un paio di fette di mortadella e 3 arance...

altro che Eataly, StarvetodEATALY lo dovevano chiamare... stasera si magna na spremuta con una fetta di mortadella a testa @,@

*E si, anche questa e` New York!*

Friday, October 1, 2010

Il tallone d`Achille delle newyorkesi: le scarpe...

Le newyorkesi sono tra le tipe piu` chic del globo: abbinano tutto, dalla forcina per capelli fino allo smalto delle unghie dei piedi, ogni boccolo e` studiato alla perfezione, ogni filo di lana che sporge dal maglione e` intenzionale.
Ma forse dopo tanti artifici si rendono conto che e` tardi, e allora s`infilano le prime scarpe che trovano sul pianerottolo. E facendolo qualche volta magari sbagliano, e si mettono ai piedi gli stivali di gomma arancioni del pompiere vicino di casa, o le pantofole pelose della figlioletta della vicina, o gli infradito dimenticati dall`ultima giornata di mare.

Altrimenti, io non so spiegarmelo.

Io non capisco come una persona che sfoggia 300 dollari di acconciatura, 500 di borsa Louis Vuitton  e 8000 di chirurgia estetica si puo` mettere ai piedi una cosa come questa:




Si chiamano Hunter Boots e dopo gli infradito infrasciamati dell`estate sono la nuova tendenza in campo di calzature. Ci sono anche con le stelline rosa su sfondo nero, color rosa confetto integrale, con i pianeti, le lune... da abbinare al vostro abito Valentino, Gucci o Armani.



E il bello e` che oggi pioveva davvero poco, qualche lacrima d`acqua. Sono uscita con le scarpe aperte, quelle estive... e ho notato che TUTTE le ragazze in metro non avevano perso l`occasione delle due gocce di pioggia per sfoggiare i loro orrendi stivali di gomma, uno piu` circense dell`altro.

Rimango perplessa... dopotutto io di moda non ne capisco proprio niente (per fortuna...).
Voi che ne pensate?

*E si`, anche questa (purtroppo) e` New York*!

Un po` di stamina per la maratona di New York.

I newyorkesi adorano il caffe`. Non il nostro profumato e cremoso espresso, in grado di far venire la tachicardia e  passare notti insonni dopo l`ingestione, bensi` un intruglio di caffe` innacquato, latte, polvere di cannella, succo di mirtillo e tanto altro. E adorano berlo da Starbucks, per il masochistico piacere di pagarlo il doppio rispetto a ogni altra caffetteria: stesso gusto, doppio prezzo. Suona molto V.I.P. e poi il logo del tondino verde con la sirenetta dalla doppia coda e` presente in un film su tre, e allora  appuntamento da Starbucks per una chiacchierata in compagnia!

Ma io preferisco qualcos`altro.
 
Avete mai sentito parlare di Native American Herbal Tea Company? E` il mio Starbucks personale, specialita` infusi nativi americani basati sulle ricette autentiche di generazioni e generazioni di amerindi.
Vi svelo prima una cosa: io odio il te`. Sempre odiato. Eppure... saro` di parte, ma questi infusi mi hanno conquistata al punto che non riesco a rinunciare alla mia tazza quotidiana. Magia amerindia!

Tutto e` cominciato a un Powwow, un meeting di Nativi in cui si  osservano le danze con abiti tradizionali, si mangiano specialita` native e si compra qualche oggetto d`artigianato. Quel giorno davano in regalo dei samples di infusi e da buona sicula mi sono fiondata li` arraffando il mio sample: WARRIOR`S BREW, when your best matters. C`erano molti infusi con nomi pittoreschi e suggestivi, e ho resistito all` Indian Love Tea, buttandomi sul "Guerriero".

 
La descrizione sul retro parla dell`uso che facevano/fanno i Nativi di questo infuso: le sue proprieta` energetiche hanno permesso a giovani corridori di alcune tribu` di accrescere la loro stamina e correre da un campo all`altro, per 30-50 miglia, in tutta fretta, inviando messaggi importanti di giorno in giorno.

Se`, figuriamoci se mo` bevo una tazza di infuso e mi spunta l`energia che non ho mai avuto, pensavo. 
Dopo averlo provato la prima volta, me ne sono innamorata, e da Starbucks non ci passo  piu`neanche da lontano! Ha un sapore fantastico, con coriandolo, zenzero, cannella, rosmarino, anice stellato, arancia e via dicendo; e FUNZIONA. Le mie scarse qualita` di corritrice non sono affatto migliorate, ma la carica di energia si sente!

Mi son ripromessa di provare tutte le altre varieta` di infusi una volta finita la mia scorta di Warrior`s Brew: compro i pacchi allo store del Museo in cui lavoro (NMAI), durante i meeting, e nel sito ufficiale. Dopotutto il bello di NYC e` che si trova di tutto e di piu`.

Che poi sono furbi... con quelle bellissime immagini dipinte e nomi come Indiano Love Tea, Teepee Dreams, Victory Tea, e il prezzo... solo 3$... come si fa a resistere?!

Wednesday, September 22, 2010

Zio Sam Gennaro

A Little Italy e` festa: per pochi giorni, in occasione della festivita` di S. Gennaro, (che poi e` Little Italy, non Little Naples, ma lasciam stare) ci si sente in Italia, a una sagra, una festa patronale, un Luna Park itinerante. E` una bella sensazione, perche` Mulberry Street si trasforma completamente e l`aria di casa si respira da tutte le parti (soprattutto vicino agli stand con il cibo). 


Eppure al mio occhio critico (dopotutto devo scovare l`unusual da tutte le parti, serve essere un po` cinici) si e` palesata subito una realta` insolita, che passa sotto il silenzio totale.
Non avevo mai letto che in verita` si trattasse della festa di Zio Sam Gennaro! Queste Lonely Planet... costano cosi` tanto e non ci sono scritte neppure info cosi` basilari!

Tutto e` cominciato con la processione: estasiata dall`atmosfera italica, ho cominciato ad allungare il collo cercando di vedere e immortalare il famosissimo S.Gennaro. Non mi aspettavo candelore d`oro battuto o S. Agate circondate da devoti in saio bianco, per cui la piccola statuetta variopinta e apparentemente leggera non mi ha stupita. Era carina, ben fatta. 
Ma quel vestito? Cos`e`, un mantello? Da lontano non si vede e sono cosi` bassa, accidenti...
e` una pelliccia? una toga? Ma insomma, cos`e`?



Zio Sam Gennaro si appropinqua... la verita si palesa di fronte ai miei occhi inorriditi:
il santo indossa un abito di dollari. Proprio cosi`, l`invidia di Zio Paperone. Dalla testa ai piedi, un sontuoso mantello regale di bigliettoni verdi svolazza al venticello pomeridiano, ricordandomi che si`, sono negli IUESEI, la patria dello Zio Sam, di Wall Street, della finanza mondiale. E la tradizione di attaccare qualche offerta al nastro del santo per i bisognosi, si e` trasformata in uno sfoggio eretico-barocco con un tocco di kitsch esclusivo.
Il santo saluta devoti e turisti con l`indice e il medio della mano destra alzati a mo` di V (lo stupido segno di vittoria che fanno tutte le giapponesi nelle foto), il che` e` abbastanza figo.

Lo Zio Sam ci ha messo lo zampino, e Gennaro, poverino, credo si rivolti nella tomba alla vista di questo figaccione che annuncia vittoria e si veste di dollari mentre nel tripudio generale viene portato da una strada all`altra di Little Italy. 








Monday, September 20, 2010

10 cose che odio di te (update)

Salve a tutti!
E` da tanto che non scrivo, il lavoro mi sta prosciugando tutte le energie... che lavoro?? Ne parlero` nel prossimo post!
Per adesso devo aggiornare la mia Top 10 delle 10 cose che odio di te, NYC :)

6) NEW YORK E IL CINEMA: UNA RELAZIONE COMPLICATA:


Quando ancora vivevo nella piccola e simpatica Catania, c`era un luogo che adoravo: il cinema Planet. All`inizio (anni 90) era una istituzione, poi un bel cinema, poi un cinema mediocre, quando altri Movie Theaters sono comparsi come funghi in tutti i centri commerciali. E io, nostalgica e imperterrita, continuavo ad andare al mio cinema preferito, con le sue poltrone scomode, prenotando il pomeriggio precedente i miei posti preferiti sul sito ufficiale. Un po` come nella battaglia navale, ti scegli la posizione, metti tre crocette e ta-dan! Ti assicuri la visione del film. 
Ora il 60% dei film viene girato a NYC, NYC e cinema sembrano due sinonimi, ma non e` cosi`! Sorprendentemente ci sono pochissimi cinema (che chiamano Movie Theater), i biglietti costano molto (12.50 $ ciascuno) e le sale sono tanto scomode quanto il mio antiquato cinema Planet catanese, nonostante si trovino, ad esempio, vicino al Lincoln Center!
Mi voglio lamentarmi di questo? Ma ovvio, no, c`e` di peggio! Dopotutto il cinema e` meraviglioso, ci sono credo 6 piani pieni di sale, ognuna a tema: Avalon in stile azteco, Olympia in stile greco, e decine di altre sale. Tuttavia.... non importa quando si compra il biglietto, un minuto, un mese o un anno prima. Non importa che la G scintillante del vostro ticket sbrilluccichi nella vostra borsa da decadi: dovete arrivare al cinema ALMENO un`ora in anticipo e mettervi in fila. Non esistono le poltrone numerate. E se volete dei popcorn dividetevi, altrimenti dovrete fare due code, o arrivare in sala troppo tardi e sedervi in prima fila col torcicollo in agguato, nonostante, voi, quel biglietto lo abbiate comprato un mese prima. In una citta` frenetica come NYC, perche` nessuno ha mai pensato di attaccare un numerino a ogni poltrona, risparmiandoci tempo, frustrazione, e dolori alla cervicale se perdiamo la metro?



7) ANCHE IL NASO VUOLE LA SUA PARTE: NYC, oltre ad essere un paradiso per gli occhi, lo e` anche per i nasi piu` o meno sofisticati. Non importa che abbiate appena finito di pranzare, basta farsi una passeggiata per qualsiasi strada di qualsiasi quartiere, che vi tornera` , insaziabile, la fame. Profumi di ogni etnia e tipo di cibo si faranno strada serpeggiando verso i vostri nasi e non c`e` nulla che tenga. Un dolcetto, un gyro, un hot dog, un caffe`, qualcosa ci scappa sempre! Una ben diversa esperienza olfattiva la si puo` provare invece comodamente a casa, e non e` altrettanto invitante. 
Sembra che non importa dove affittiate il vostro appartamento, avrete sempre almeno un ristorante o un deli sotto la vostra finestra. Sembra una legge matematica: cambia pure piano, cambia orientamento, casa, quartiere: ci sara` comunque il XIAO CHANG restaurant, il TACO LOCO cantina bar, il FALAFEL PALACE, e quant` altro. E, ancor piu` stranamente, non importa che tipo di piatti si cucinino a qualche piano da casa vostra, la puzza e` esattamente la stessa. Fritto misto di olii che si attaccano alle pareti del vostro povero appartamento perche` avete lasciato la finestra aperta. Vestiti che profumano di involtini primavera, divani di tacos, tappeti di kebab. Il cibo qui non ci abbandona mai, in tutte le sue forme ed essenze!

*E si`, anche questa e` NYC!*

Saturday, September 11, 2010

10 Cose che odio di te (in progress...)

New York e` la citta` piu` PIU` del mondo, ma ci sono certe cose che proprio non capisco, e altre che detesto. Certo, la Lonely Planet non vi mostrera` mai il rovescio della medaglia, ma io sto qui proprio per questo!
Ecco, stilo un elenco, man mano lo aggiorno, ci son tante cose che dimentico e altre che scopro giorno dopo giorno.
Ecco la Hit Parade delle cose piu` fastidiose di NYC ! Che ne pensate? Odiate qualcos`altro?

1)    SPOGLIARELLI OBBLIGATORI : Nessuno ne parla, nessuno commenta ma... avete notato che andare alle toilette a NYC significa dover partecipare al Grande Fratello? Non capisco perche` ma i bagni sono aperti di sotto, di sopra, a destra, a sinistra... quando sto in fila devo guardarmi i piedi per non vedere, volente o meno, quello che fa la tizia dentro bagno di fronte a me. E quando sto dentro al bagno, un trauma: vedo la gente che ride, si lava le mani, passeggia... dagli enormi spazi ai lati (la foto non rende l`idea), tanto che ogni volta decido di rinunciare, piuttosto torno a casa. E poi perche` la tazza del water e` cosi` piena di acqua? Ma che schifo, sembra che il wc sia otturato... sigh! Dicono che sia per la security, beh io preferisco la privacy, non la preyevacy ed eviterei volentieri il trauma psicologico che comporta avere la necessita` di andare a fare la pipi`!




2)    GLI INFARTI ALLA CASSA : Il dollaro e` piu` debole dell`euro, si fanno veri affari a New York. Si, finche` non andiamo alla cassa. Non so voi, ma dimentico costantemente la tassa-furto dell 8%, con il risultato che finisco per comprare cose inutili solo perche` mi sembravano vantaggiose, prima di scoprire che con le tasse, forse le avrei trovate allo stesso prezzo in Italia.



3)    PROPORZIONI, EQUAZIONI, INTEGRALI DI LINEA DI i CHE VA DA 1 A n : Noi in Europa ci siamo dovuti integrare al nuovo sistema monetario, con il risultato di rimbecillirci tutti a sommare e moltiplicare le vecchie lire per capire a cosa corrispondo in Euro, cosa che a volte ancora faccio. Ma gli IUESEI... loro sono fighi, pure troppo, e di adeguarsi non ci pensano proprio. E cosi` resta a me povera europea il compito di cucinare con una calcolatrice scientifica a portata di mano, cercando di capire a cosa corrisponde 2/3 di cup, non in millilitri, o ma in grammi, o dalle oz ai gr o ml, cl... se 2/3 di cup di farina equivalgono a 235 ml, quandi ml o cup o whataver sono 250 grammi di farina ?! E poi il forno, 350 gradi Fahrenheit, 180 Celsius, oggi ci sono 50F allora -40 = 10C... dannazione io ho sempre odiato la matematica ! Dopotutto i dolci non costano troppo, sara` meglio comprarmeli quei cupcakes anziche` prepararli...



4)    L`INTOSSICAZIONE DA GAS : Questa riguarda chi vive a NYC. O chi ha un impianto in cucina come il mio. Sotto i fornelli si trovano due fontanelle che disperdono continuamente gas, tanto che bisogna mantenere due fiammelle accese come combustibile, il che non e` automatico, bisogna accenderle con un fiammifero e tenerele cosi`. Perennemente. Se una folata di vento spegne la fiammella sotto il cucinino, magari di notte, potreste svegliarvi in una camera a gas ! O peggio, un minuscolo corto circuito, magari accendendo la luce,  e i miei lembi di corpo potrebbero raggiungere l`Italia! Sto con il terrore costante di saltare per aria, controllo le fiamme ogni ora, e mi chiedo perche` quelle fontanelle debbano inviare questo gas puzzolente dentro la mia bella cucina ventiquattro ore su ventiquattro.Probabilmente i nuovi modelli hanno un sistema di accensione migliore, ma se affitti una stanza, ti devi beccare quello che c`e`!






5)    IL TERRORE DI ATTRAVERSARE LA STRADA : Questa riguarda tutti gli Usa. In Italia, attraversavo la strada su un piede, su una ruota, a testa in giu`, senza guardare ne` a destra ne` a sinistra. Qui ho il terrore. Appena l`omino bianco cede il posto alla mano lampeggiante, mi blocco, paralizzata, e la gente che continua a passare mi guarda stranita. In Italia se qualcuno mi avesse detto rallenta , avrei risposto che se mi fossi fatta male sarei andata all`ospedale e finita li`. Qui non oso immaginare, anzi, cerco sempre di portare la carta di credito nel portafogli, altrimenti l`ambulanza all`ospedale manco mi ci porterebbe ! Ed e` cosi` che penso, non avendo una assicurazione sanitaria, se dovesse succedere qualcosa, lasciatemi morire in pace, sul ciglio della strada, come un gatto ferito, ma non indebitate le mie future generazioni di pronipoti portandomi all`S.o.S !